Notizie generali

Informazioni aggiornate sulla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea

·Ultimo aggiornamento: 20 gen 2023

Di seguito le informazioni aggiornate fornite dal nostro partner janolaw su questo argomento:

La Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE), con la sentenza sui cookie pubblicata martedì, ha indicato la direzione da seguire in futuro: «L’installazione dei cookie richiede il consenso attivo dell’utente di Internet».

Che cos’è un cookie?

Un cookie è un file di testo contenente informazioni che consentono a un server web di riconoscere un utente e di memorizzarne le impostazioni.

Di cosa si tratta?

Chi desidera impostare cookie (di tracciamento) sul dispositivo del visitatore del sito web o leggere cookie già impostati, ad esempio tramite

strumenti di tracciamento (ad es. Google Analytics, econda, etracker)
strumenti pubblicitari/di remarketing (ad es. Google Adsense, Google Remarketing, video di YouTube)
plugin (ad es. pulsanti Facebook, Google Maps),
dovrà affrontare questo argomento in futuro.

Abbiamo un cosiddetto banner sui cookie come consenso. È sufficiente?

Di norma no.

La maggior parte dei banner sui cookie contiene solo un'indicazione generica sull'impostazione dei cookie e un riferimento del tipo: «Utilizzando il sito web/il negozio online, acconsenti all'uso dei cookie da parte nostra». In questi casi, i cookie vengono solitamente impostati immediatamente e il semplice utilizzo viene interpretato come consenso.

Secondo la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, ciò non è sufficiente!

Il consenso deve essere prestato consapevolmente in ogni singolo caso, analogamente all’iscrizione a una newsletter. Inoltre, nessun cookie può essere installato prima che sia stato prestato il consenso. Devono inoltre essere fornite informazioni sulla durata di funzionamento e sull’accesso da parte di terzi (ad es. Google, Facebook).

Chi sarà interessato da questa sentenza in futuro?

Sono interessati tutti i gestori di negozi online e siti web che installano cookie permanenti sui dispositivi dei visitatori (computer, tablet, smartphone) o che analizzano i cookie già installati. Per «permanente» si intende che questi cookie non vengono cancellati alla chiusura del browser e, in molti casi, accompagnano il visitatore del sito web per anni durante la sua navigazione in Internet. I dati di navigazione vengono analizzati, in particolare da aziende come Google, Facebook ecc., a fini di marketing e profilazione.

Chi NON è interessato dalla sentenza?

Chi utilizza solo i cosiddetti cookie di sessione, necessari ad esempio per il caricamento delle pagine, il login o la procedura di acquisto. Questi cookie tecnicamente necessari vengono cancellati alla chiusura del browser.
Chi vende su piattaforme di e-commerce (ad es. Amazon o eBay). In questo caso, spetta ai gestori delle piattaforme garantire un utilizzo dei cookie conforme alla legge.

Quali saranno i prossimi passi?

La sentenza è una decisione pregiudiziale della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE), ovvero la decisione definitiva dovrà ora essere presa dalla Corte federale di cassazione tedesca (BGH) tenendo conto della situazione giuridica tedesca.

È qui che sta il nodo giuridico: secondo l’attuale quadro normativo, la legge tedesca sui media telematici (TMG) consente ancora l’impostazione dei cookie per la creazione di profili pseudonimi senza consenso preventivo, ma con una funzione di opt-out a posteriori. La legge tedesca sui media telematici (TMG) dovrà ora essere rivista alla luce della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. A livello europeo si discute ancora di una regolamentazione uniforme in materia di cookie a livello dell’Unione. Tuttavia, l’adozione del cosiddetto regolamento ePrivacy non è ancora in vista.

 

L’implementazione tecnica è già stata effettuata nella nostra versione di lavoro e sarà disponibile negli shop con il prossimo aggiornamento, con la possibilità di configurarla. La soluzione definitiva avrà inizialmente questo aspetto:

Nuova informativa sui cookie

(clicca per ingrandire)

Al momento, tuttavia, una sua integrazione comporterebbe un enorme svantaggio competitivo, poiché i dati necessari per il marketing semplicemente non verrebbero raccolti. A meno che i clienti non dispongano delle conoscenze adeguate e siano a conoscenza dei vantaggi offerti da cookie e simili. L’esperienza dimostra che meno dell’1% dei clienti utilizza l’attuale soluzione di opt-out, implementata in modo giuridicamente corretto, per i cookie non necessari; pertanto l’attuazione conforme alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) scarterebbe gran parte delle statistiche raccolte tramite script di tracciamento e renderebbe impossibile un marketing basato sui dati (ad esempio, valutare l’efficacia di una campagna pubblicitaria).

Conclusione:

Riteniamo nostro dovere, in qualità di esperti del settore, proteggervi in quanto clienti da questa proposta di attuazione della Corte di giustizia dell’Unione europea, che risulta poco pratica, e attenderemo innanzitutto la sentenza definitiva della Corte federale di cassazione tedesca (BGH) prima di adottare ulteriori misure (ad esempio sotto forma di un aggiornamento a breve termine).

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